Pum. Un colpo secco. Il Garfagnana in giallo scade il 30 settembre (senza proroghe)

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S’è detto che scade il 30 settembre e il 30 settembre scadrà. Senza deroghe o proroghe. In maniera netta come la lama di un coltello o un colpo di pistola al cuore. Pum, secco.
E non se parla più. Nessun appello, nessuna richiesta accolta con pena certa e condanna definitiva. Oltre il 30 settembre non andiamo.
Chi ha scritto un giallo o un noir o un poliziesco non ha molto tempo, come del resto la vittima dei vostri maledetti libri. Voi insegnate a non lasciare scampo. A non commettere errori sulla scena del crimine.
Colpire, velocemente, senza sbavature, e poi via.
Ecco entrate in posta, guardatevi intorno, prendete più numeri per avere la certezza che quando suoneranno toccherà comunque in ogni caso a voi. Avvicinatevi alla tizia dietro lo sportello e guardandola fissa negli occhi suggeritegli di fare in modo che non vada in alcun modo perduto quel pacco. Perché lì c’è roba per il Garfagnana in giallo e mica scherzano su per quelle nebbie, in una fortezza del 1500, senza cannoni ma con un sacco di trappole e la notte si sa, non ci capisce mai dove affonda il piede.
Diteglielo alla tizia della posta e non perdetela mai di vista che quelle lì, lo sa solo in buon dio, ne combinano delle belle con i vostri pacchi. “Roba da maneggiare con cura” scrivete sulla busta e non fidatevi di chi vi sta intorno; gli altri, sì gli altri, sono tutti lì a spedire come voi roba al Garfagnana in Giallo. E’ bene così, ve lo suggeriamo con il cuore in mano (vi piace maledetti questa cosa del cuore in mano), di stare attenti a tutti, di uscire con la ricevuta e strisciare lungo  muri. Guardatevi le spalle fino a casa. Poi pregate il vostro dio e se non ne avete altro va bene anche quello delle poste, e lasciate una buona volta per tutte quel cazzo di cuore che avete sempre in mano.

Cristo santo siete scrittori di gialli mica dei cardiologi.

Incipit d’autore al Garfagnana in Giallo

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Incipit del Garfagnana in Giallo.
 
“Fa freddo a Parigi, alle sei e quaranta di mattina in una giornata di marzo, e il freddo sembra ancora più intenso quando sta per essere giustiziato un uomo. L’11 marzo 1963, a quell’ora, nel cortile principale di Fort d’Ivry, un colonnello dell’aviazione francese era in piedi davanti a un palo conficcato nella ghiaia gelida e mentre gli legavano le mani fissava con incredulità sempre meno evidente il plotone di fronte a lui, a una ventina di metri. Un piede strisciò sui sassi, impercettibile sollievo alla tensione, nell’attimo in cui una benda veniva avvicinata agli occhi del tenente colonnello Jean-Marie Bastien-Thiry, a nascondergli definitivamente la luce.
 
Il mormorio del sacerdote fu il vano contrappunto al crepitare degli otturatori, quando i soldati caricarono e armarono i fucili.
 
Al di là del muro di cinta, un clacson insistente: un autocarro Berliet chiedeva strada a qualche veicolo più piccolo che lo intralciava nella sua corsa verso il centro della città. Il suono si spense lontano, confondendosi col «Puntate!» dell’ufficiale al comando del plotone. La scarica di fucileria, quando fu il momento, non provocò alcuna increspatura sulla superficie della città al risveglio; soltanto uno stormo di piccioni si levò in volo verso il cielo, per pochi attimi. L’eco del singolo coup-degrâce, qualche secondo più tardi, si perse nella crescente confusione del traffico al di là del muro.
 
La morte dell’ufficiale, capo di una banda di assassini della Organisation de l’Armée Secrète che avevano tentato di uccidere il Presidente francese, doveva significare una fine – la fine di ulteriori attentati alla vita del Presidente. Per uno scherzo del destino segnava invece un inizio, e per spiegarne la ragione è necessario spiegare prima perché un corpo crivellato di proiettili si trovasse, legato a un palo, nel cortile del carcere militare, a pochi chilometri da Parigi, in quella mattina di marzo…”
 
Da “Il giorno dello sciacallo” di Forsyth.
 

Il Garfagnana in giallo 2016 dal 24 al 27 novembre

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Il Garfagnana in Giallo 2016 si terrà tra Lucca, Barga e Castelnuovo di Garfagnana da giovedì 24 al domenica 27 novembre 2016.
In programma tanti incontri nelle scuole, laboratori di scrittura, una sezione video con corti cinematografici dedicati al giallo e noir. Confermata la Cena con il delitto sabato 26 novembre.
L’edizione 2016 sarà dedicata a Truman Capote.

 

Il Garfagnana in giallo incontra Piergiorgio Pulixi

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Al Garfagnana in Giallo nell’ultima edizione sono passata grandi scrittori italiani di noir, gialli e polizieschi. Tra questi Piergiorgio Pulixi, una delle penne più vivaci che sta riscuotendo successo in tutto il mondo: l’ultimo invito – solo in ordine cronologico – lo ha visto protagonista in India.

Piergiorgio, Biagio Mazzeo è protagonista di alcuni tuoi romanzi. Ispettore superiore della sezione Narcotici a capo di una banda di poliziotti corrotti. Un insieme di figure molto cinematografiche, da fiction, con personalità spiccate e vizi accentuati. Come e da dove nascono questi personaggi?

La serie di Biagio Mazzeo nasce dalla lettura di un articolo di cronaca che raccontava di un arresto clamoroso di sedici poliziotti tutti facenti parte della stessa sezione di Polizia per associazione a delinquere, arrestati dai loro stessi colleghi dell’Anticrimine. La notizia mi fece sobbalzare sulla sedia, e mi chiesi come queste persone avevano potuto delinquere per dieci anni (secondo l’accusa) accumulando potere e denaro. Ma soprattutto, scavando un  po’ di più scoprii che tra queste persone si era creata una sorta di dinamica famigliare in cui ognuno copriva le spalle all’altro. Era una sorta di clan, di microcosmo in cui non permettevano a nessun altro di entrare, e tra questi spiccava la figura di una sorta di capoclan, un patriarca che col suo carisma tirava le redini della squadra e la teneva coesa… La saga di Biagio Mazzeo nasce dalla domanda: cosa sarebbe potuto accadere se in realtà quei sedici poliziotti infedeli l’avessero scampata e avessero continuato a commettere illeciti e delitti? E cosa sarebbe potuto accadere se nel controllo del territorio fossero incappati nel cadavere sbagliato, uccidendo per errore un esponente della mafia cecena? E cosa avrebbe comportato ciò all’interno della loro “famiglia”? Da lì è cominciato tutto.

 

Con “Il canto degli innocenti” entrano in gioco gli adolescenti e un mondo che dovrebbe ancora essere candido e limpido viene macchiato dal noir. Alla fine tutti ne escono sconfitti. Quale dunque la tua lezione sul male?

In realtà non ho risposte né lezioni da dare o fare sul Male. La serie di Vito Strega “I canti del Male” nasce proprio per questo: per cercare di esplorare insieme ai lettori il tema del Male, seguendo Strega in questa sua Odissea nei territori oscuri dell’animo umano, cercando di capire se il Male può cambiare le persone, e se sì, se questo processo è più veloce in chi col male, per mestiere e missione, ci ha a che fare tutti i giorni. Ogni libro, ogni Canto, parlerà e cercherà di eviscerare un lato diverso del Male. L’idea è quella di avere alla fine una sorta di mosaico su quello che sia il Buio, inteso come Male. Nel primo Canto viene rovesciato quel dogma o tabù che vede i bambini e gli adolescenti come simbolo di purezza e innocenza. Nel romanzo i teenager sono gli assassini. Mi interessava raccontare un momento di passaggio così complesso e delicato nella vita di una persona in cui si è facile preda di manipolazioni, suggestioni e prevaricazioni psicologiche che possono portare su una strada senza ritorno.

 

Dalla scrittura alla lettura. Pulixi lettore, oltre che dal maestro del noir italiano Massimo Carlotto, dove ha attinto ispirazione?

Queste sono domande impossibili perché richiederebbero risposte pressoché infinite. Vi faccio solo qualche nome tra i più rappresentativi della mia “formazione” che in ogni modo continua costantemente. James Ellroy, Michael Connelly, Carlo Lucarelli, Giancarlo De Cataldo, Don Winslow, Sandor Marai, Javier Mariàs,Samuel Beckett, Jean Claude Izzo, Elena Ferrante, Andrew Vachss, Stephen King, Elsa Morante, Agota Kristof, e così via…

 

Sappiamo che stai lavorando a tredici episodi su una serie poliziesca che ha avuto il battesimo proprio con “Il canto degli innocenti”. Fini dove si spingerà a ricerca del male che alberga in ognuno di noi e che si insinua tra le pieghe della nostra società?

Fin dove la storia mi chiederà di essere portata. Come narratore non mi pongo limiti e non filtro la mia scrittura o le mie intuizioni, ho troppo rispetto per la storia e per i lettori per dare loro qualcosa di edulcorato. La serie racconterà le contraddizioni che vive chi del bene ha fatto la sua bandiera, la sua ideologia ma per lavoro è costretto a sguazzare nel male. Cosa avviene nell’animo di questa persona? Dove va a nascondersi tutto il male che è costretto a vedere? Sedimenta in lui come un virus e cresce, avvelenandogli il sangue, o la sua moralità, il suo senso della giustizia riescono ad arginarlo? E come potrebbe reagire un personaggio di base buono e giusto se dovesse accorgersi di essere rimasto infettato dal male? Smetterebbe di fare quel lavoro o continuerebbe a esserne assuefatto, come se il male e la violenza potessero dare dipendenza? Queste sono le domande che costituiscono la vis creativa della serie “I Canti del Male”. 

 

La foto è stata scattata a Barga accanto alla famosa cabina telefonica inglese diventata la più piccola biblioteca della Toscana.

Per leggere tutti i libri di Pulixi basta entrare qui.

Il Garfagnana in Giallo 2015 a Paolo Roversi, Lidia Del Gaudio, Gabrio Franchi e Sara Magnoli

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E’ Paolo Roversi con  “Solo il tempo di morire” (Marsilio) il vincitore della settima edizione del Garfagnana in giallo 2015.

Il premio è stato consegnato durante il festival letterario dedicato alla scrittura gialla, noir e poliziesca che si è tenuto tra Lucca, Barga e Castelnuovo di Garfagnana dal 27 al 29 novembre che ha avuto tra gli altri ospiti Marco Vichi e Giampaolo Simi.

Roversi – che ha ricevuto il premio dalle mani del vincitore 2014 Antonio Fusco – l’ha spuntata in finale su Piergiorgio Pulixi, Carlo F. De Filippis, Letizia Vicidomini, Simone Morgantini e Roberto Van Heugten. Il Garfagnana in giallo ideato da Andrea Giannasi e curato con Fabio Mundadori, si è svolto nella suggestiva cornice della fortezza estense di Castelnuovo di Garfagnana. Tra le mura del 1500, al temine di una cena con il delitto curata da Massimo Lerose, sono stati consegnati i premi del tutto originali e veri e propri pezzi unici. Paolo Roversi si è aggiudicato il casco coloniale francese dedicato al “Defunto signor Gallet” romanzo di Georges Simenon.

Il premio nella sezione ebook, consegnato da Piera Carlomagno, è andato a “Se un cadavere chiede di te” di Sara Magnoli.

Nella sezione libri editi premiati anche “Il vizio di Caino” di Ferdinando Pastori (Novecento – Calibro 9), “La notte sbagliata” di Giorgio Molinari (Innuendo) e il “Il mistero della stanza chiusa nella villa dei suicidi assistiti” di Pier Luigi Felli (Ego).

Sul palco premiati come migliori racconti Lidia Del Gaudio con “Dischi di cartone” e Gabrio Franchi con “Un attimo di buio”.

Per i racconti premio del Giornale di Castelnuovo a “200 millisecondi” di Giuliana Ricci, mentre il premio Barga Città del libro è andato a “Le colpe dei padri” di Gian Luca Campagna.

Viva la soddisfazione della rappresentante della Regione Toscana la consigliera Ilaria Giovannetti, dell’assessore della Provincia di Lucca Mario Puppa, degli assessori del comune di Castelnuovo Chiara Bechelli, e del comune di Barga, Giovanna Stefani. Tra i presenti in sala la responsabile della Biblioteca “F.lli Rosselli” di Barga Maria Luisa Livi, Matteo Bortolotti, collaboratore di Carlo Lucarelli e coautore dell’”Ispettore Coliando”, dei vincitori del Giallo Mondadori Manuela Costantini e Maurizio Polimeni.

Appuntamento al 2016 con il festival e premio letterario dedicato a Truman Capote.

Workshop di scrittura gialla e noir

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Domenica 29 novembre alle 10 presso la Biblioteca “Fratelli Rosselli” a Barga (Villa Gherardi) si terrà il workshop di scrittura gialla e noir tenuto da Manuela Costantini e Fabio Mundadori.
Ospite Matteo Bortolotti scrittore e sceneggiatore televiso RAI già coautore con Carlo Lucarelli de “L’Ispettore Coliandro”.
Il corso è gratuito.

Info e note garfagnanaingiallo@yahoo.it

Giampaolo Simi, Marco Vichi e Matteo Bortolotti al Garfagnana in Giallo 2015

Garfagnana in Giallo 2015. Alla scoperta di tre ospiti: Marco Vichi, Giampaolo Simi e Matteo Bortolotti

 

Marco Vichi (Firenze, 20 novembre 1957) è uno scrittore italiano. Scrive su riviste e quotidiani locali ed è stato il curatore di antologie come Città in nero e Delitti in provincia.
Nel 1999 ha realizzato per Radio Rai Tre alcune puntate del programma “Le Cento Lire”, dedicate all’arte in carcere. Ha esordito con numerosi racconti pubblicati su svariate riviste italiane. Nello stesso anno, Vichi pubblica il suo primo romanzo, L’inquilino. Di questo romanzo, Vichi scriverà una sceneggiatura insieme all’amico Antonio Leotti.

Nel 2002, con Il Commissario Bordelli, ha fatto la sua prima apparizione il commissario protagonista di una serie di polizieschi ambientati nella Firenze degli anni sessanta.

Nel 2004 ha vinto il Premio Fedeli con Il nuovo venuto.

Ha anche allestito spettacoli teatrali e curato sceneggiature televisive, tenuto laboratori di scrittura in diverse città italiane e presso l’Università di Firenze.

Nel 2009 vince il Premio Scerbanenco con il romanzo Morte a Firenze.

Nel 2013 si piazza secondo al Premio Chiara con la raccolta Racconti neri.

Nel 2014 è stato insignito del Premio delle Arti “Fiorentini nel Mondo” 2013 per le Arti Letterarie. Vive nelle Colline del Chianti.

 

Giampaolo Simi (Viareggio, 10 settembre 1965) è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano.

Nato a Viareggio nel 1965, dopo il liceo classico Giosuè Carducci di Viareggio, inizia a scrivere racconti e sceneggiature.

Il suo racconto Viaggiatori nella tempesta è vincitore nel 1995 del premio Lovecraft. Il buio sotto la candela vince il premio Nino Savarese, mentre Direttissimi altrove e Tutto o Nulla (2001) sono arrivati in finale al premio Scerbanenco. Rosa Elettrica è stato fra i romanzi finalisti del Premio Fedeli.

È fra gli autori italiani pubblicati in Francia nella “Série Noire” di Gallimard.

È presente in alcune antologie come “History & Mistery” (Piemme), “Il ritorno del Duca” (Garzanti) e “Crimini italiani” (Einaudi).

Dal suo racconto “Luce del Nord” ha scritto, insieme allo sceneggiatore Vittorino Testa, il tv movie omonimo, girato da Stefano Sollima.

Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alla serie tv RIS (quinta stagione), e alle tre stagioni di RIS Roma.

Collabora con i quotidiano “Il Tirreno”, “La Repubblica” e con il sito “Giudizio Universale”. È stato consulente tecnico del Premio Camaiore di Letteratura Gialla dal 2003 al 2013.

Nel 2010 ha ricevuto a Maniago il Premio alla carriera Lama e Trama. Nel giugno 2012 è uscito per E/O il romanzo “La notte alle mie spalle” (Premio Pea 2013, menzione speciale Premio Gelmi di Caporiacco 2013). Nel maggio del 2015 è uscito per Sellerio il suo romanzo “Cosa resta di noi”.

Gioca con la maglia numero 6 nell’Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale Italiana Scrittori.

Suona la chitarra nei Flying Circus, band di cover così chiamata in onore dei Monty Python e del suo reportorio assai eterogeneo di pop e rock.

 

 

Matteo Bortolotti (Bologna, 10 dicembre 1980) è uno scrittore italiano.

Ha cominciato a 20 anni la sua attività di scrittore, diventando poi col tempo sceneggiatore, e story-editor per case editrici come Mondadori e Mondadori Ragazzi, e per produzioni cinema come Emme Produzioni e Nauta FILM.

È stato uno dei fondatori di Story First, società che si occupa di storie per il cinema, la televisione e l’editoria; una delle prime che in Italia si occupa di narrativa su diversi media.

Come scrittore, dopo l’esordio come finalista del Premio Tedeschi, ha pubblicato il suo primo romanzo Questo è il mio sangue con Mondadori-Colorado Noir e ha partecipato a diverse antologie, tra cui: Enokiller (Morganti Editori) col racconto Io sono vino Caffékiller (Morganti Editori) col racconto Esterno Lomax Il ritorno del Duca (Garzanti) col racconto Temendo l’inverno imminente che ha per protagonista il celebre personaggio di Giorgio Scerbanenco Duca Lamberti Anime nere reloaded (Mondadori) col racconto Mutilato Sangue corsaro nelle vene, antologia copyleft dedicata a Emilio Salgari.

Dal 2004 è il segretario dell’Associazione Scrittori Bologna presieduta da Carlo Lucarelli, col quale ha lavorato alla serie TV L’ispettore Coliandro (Rai 2).

È autore e sceneggiatore del cortometraggio Lacrime nere diretto da Max Croci, prodotto da Movieandarts in collaborazione con Story First per Sky.

Nel 2012 ha pubblicato il romanzo Il mistero della loggia perduta il cui protagonista principale è se stesso. Scegliendo di essere un personaggio del libro, Bortolotti ha dichiarato “ho preso alcuni miei difetti e li ho amplificati disegnando un fumetto di me stesso, un fumetto che in alcuni casi ha molto di realistico. L’ho fatto per sparlare di me, del mio mondo, degli scrittori italiani, della nostra società.”

È inoltre autore di alcuni volumi sotto pseudonimo.