I finalisti dei racconti inediti del Garfagnana in giallo 2016 (antologia criminale)

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Sono ventotto i racconti finalisti pubblicati nell’antologia criminale del Garfagnana in giallo 2016. Tredici scrittrici e quindici autori che si sfideranno fino all’ultimo colpo di pennino; e solamente al termine della cena con il delitto sabato 26 novembre – che si terrà presso la fortezza Mont’Alfonso a Castelnuovo – si conosceranno i vincitori dell’ottava edizione del premio letterario.
Tra i racconti molte le curiosità. Gli assassini sono sempre in maggioranza maschi (13) ma le donne stanno aumentando (11), segno di una inversione di tendenza letteraria che rimuove tanti luoghi comuni. Stessa variabile ormai invertita anche nel campo delle vittime che non sono più in prevalenza donne: in questa edizioni si contano infatti 17 maschi e 12 femmine uccise.

La scelta stilistica corre in molti ambiti e si va dal giallo classico, fino al noir, passando attraverso l’omicidio non intenzionale. Forte il senso di giustizia che però non è solamente quella sommaria, ma entra nel campo della morale e del giudizio codificato.
Le ambientazioni sono diverse e come nell’edizione 2015 si è voluto intenzionalmente mescolare i racconti che si svolgono in Garfagnana da quelli che hanno sfondi differenti.
Gli autori provengono da tutta Italia: Bologna, Milano, Varese, Roma, Napoli, Livorno, Avellino, Reggio Emilia, Torino, Lucca, Mantova, Siena, et cetera, et cetera.

In finale per la sezione racconti inediti sono giunti: Tu mi salverai di Lucio Aimasso; L’abbiamo trovata di Sergio Cova; Le pistole non sparano sempre di Valeria De Cubellis; La vasca di Lidia Del Gaudio; Inganni del cuore di Luca Occhi; Quando la sabbia è cemento di Gianluca Di Matola; Ponti sospesi di Alessandra Burzacchini; Chissà com’era quel caffè di Sara Magnoli; Mezza caccia di fuoco di Claudio Sergio Costa; L’amore, probabilmente di Maria Rosa Aldrovandi; Prima della galleria di Pietropaolo Pighini; Un delitto da Oscar di Antonio Di Carlo; Dieci lire di mentine di Daniela Casati; Lama di cacao di Roberto Van Heugten; Oculus Dei di Francesco Pellegrinetti; Io resto qui di Giuliana Ricci; Dov’è mamma? di Bruna Baldini; Millenovecentosettanta di Paolo Puliti; Blu, giallo e rosso di Gabriella Grieco; Una sola traccia di veleno di Renzo Lambertini; L’Ombra di Luca Zambelli; Emma di Patrizia Bartoli; Lo sguardo del pesce di Emiliano Bezzon; Compagni di vita di Maria Pia Pieri; Sono stato io di Iacopo Riani; Viaggio di sola andata di Marco Bonini; Fatti in casa di Floriana Balducci; Ombramore di Stefania De Caro.

I racconti sono pubblicati nell’antologia criminale 2016 edita da Tra le righe libri editore.
In copertina fotografia di Paolo Becarelli per la pagina Facebook “L’altra Toscana: Garfagnana”.

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Garfagnana in Giallo tra noir e polizieschi i libri finalisti dell’edizione 2015

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Garfagnana in Giallo tra noir e polizieschi i libri finalisti dell’edizione 2015
Sono Paolo Roversi, Piergiorgio Pulixi, Carlo F. De Filippis, Letizia Vicidomini, Simone Morgantini e Roberto Van Heugten
Finalmente ecco i tanto attesi nomi dei finalisti e dei loro libri tra gialli, noir e polizieschi del Garfagnana in Giallo 2015. La giuria per la sezione editi, coordinata da Fabio Mundadori, ha presentato i sei libri che si contenderanno il Garfagnana in Giallo 2015. Chi succederà ad Antonio Fusco vincitore nel 2014?
Sabato 28 novembre nella fortezza estense di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana se la vedranno Paolo Roversi con  “Solo il tempo di morire” (Marsilio); Piergiorgio Pulixi con il libro “Il canto degli innocenti” (e/o); Carlo F. De Filippis con “Le molliche del commissario, La prima indagine di Vivacqua” (Giunti); Letizia Vicidomini con “Nero Diario di una ballerina” (Homo scrivens); Simone Morgantini con il romanzo “Nel buio oltre la notte” (Leone); Roberto Van Heugten con la “La casa sul meteorite” (Varum).

Come ogni anno la giuria ha già assegnato i premi speciali. Vincitore della sezione ebook è: “Se un cadavere chiede di te” (Giacomo Morandi Editore) di Sara Magnoli.
Premio speciale “Le città del libro” a “Il vizio di Caino” di Ferdinando Pastori (Novecento – Calibro 9)
Premio speciale Il Giornale di Castelnuovo a “La notte sbagliata” di Giorgio Molinari (Innuendo). Infine il Premio della giuria va a “Il mistero della stanza chiusa nella villa dei suicidi assistiti” di Pier Luigi Felli (Ego).
A consegnare i premi, oltre ad Andrea Giannasi e Fabio Mundadori, Antonio Fusco e Maurizio Polimeni vincitori della sesta edizione e Piera Carlomagno vincitrice della sezione ebook del 2014.

Nel frattempo sono stato lanciati gli hashtag che verranno utilizzati durante il Garfagnana in Giallo. Saranno: #garfagnanaingiallo #libripericolosi #garfagnananoir

I 24 scrittori e scrittrici che si sfidano a colpi di racconti gialli, noir e polizieschi per il Garfagnana in Giallo 2015

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Ventiquattro autori si contenderanno la sezione racconti del Garfagnana in Giallo 2015

Trentatre morti ammazzati, con le vittime quasi equamente suddivise: 19 maschi e 14 femmine. Gli assassini sono in prevalenza invece di sesso maschile (19), mentre le donne colpevoli sono solamente 7. Ad indagare per 13 volte i Carabinieri e 8 la Polizia.
In finale sono giunti 13 scrittori e 12 scrittrici (un racconto è stato scritto a due mani). Ecco in numeri dell’antologia del Garfagnana in Giallo 2015 con 24 racconti tra giallo, noir e poliziesco. Nella cura redazionale è stato deciso di mescolare le due sezioni e dunque nella lettura si alternano racconti ambientati in Garfagnana ad altri di ambientazione libera. Tra le curiosità al centro di alcuni racconti la malattia: autismo, sclerosi, alzheimer. E tra gli assassini anche un commissario di Polizia e un rappresentante dell’Arma dei Carabinieri. In concorso anche un racconto con al centro proprio il Garfagnana in Giallo e un gruppo di autori rifiutati pronti a vendicarsi uccidendo gli organizzatori dell’evento. Anche tanta storia e soprattutto il desiderio di raccontare l’Italia tra gli anni Trenta e la Seconda guerra mondiale. Le location: i laghi, i fiumi e i boschi (anche i parchi cittadini) sono i luoghi più frequentati da vittime e delinquenti. I moventi degli assassini solo in prevalenza legati al denaro e al sesso, ma ci sono anche delle sorprese.

I premi quest’anno sono dedicati alla sedia elettrica. Alla scossa che ha affascinato molti scrittori, registi del cinema e distrutto la vita di decine di delinquenti e di innocenti condannati. Le targhe – ricavate da vecchi quadri elettrici con fusibili e componentistica in porcellana bianca – sono due: una per i racconti ambientati nelle Terre del Serchio, l’altro per i racconti con scenari italiani o stranieri.

Ecco i racconti se ci contenderanno sabato 28 novembre in Fortezza Mont’Alfonso i premi: “La preda” di Maurizio Polimeni; “Le colpe dei padri” di Gian Luca Campagna; “Solo andata” di Emiliano Bezzon e Cristina Preti; “200 millisecondi” di Giuliana Ricci; “Dischi di cartone” di Lidia Del Gaudio; “Odore di mistero in Appenino” di Primetta Suffredini; “Sotto l’ala della civetta” di Claudio Sergio Costa; “Il signor Zirconio e la Strada Statale 63” di Elisa Tosi; “Born to run” di Luca Occhi; “Cronaca nera” di Antonella Pellegrinotti; “Nighthawks” di Riccardo Landini; “Morte vista lago” di Marina Bertamoni; “Maresciallo, sa com’è?” di Bruna Baldini; “In fondo al lago” di Gabriella Grieco; “Michele” di Iacopo Riani; “Il bibliotecario” di Pietropaolo Pighini; “Ufo sulle Apuane” di Francesco Pellegrinetti; “Villa fiorita” di Lorena Lusetti; “Garfagnana in nero” di Luca Zambelli; “Mai autostop a ferragosto” di Renzo Lambertini; “Peppo” di Franca Giaroni; “Un attimo di buio” di Gabrio Franchi; “Omicidio alle terme” di Marco Bonini; “Il Pianista” di Maria Pia Pieri.

Alessandro Giuliani realizza la copertina dell’antologia 2015 del Garfagnana in Giallo

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La copertina dell’antologia in Giallo 2015, che raccoglie i migliori racconti del concorso letterario, come ogni anno è realizzata da un grande artista. E così dopo Antonio Possenti, Riccardo Benvenuti, Giampaolo Talani, Mauro Lovi, Roberto Fontirossi e Michele Lovi quest’anno è la volta – la prima volta – di un fotografo: Alessandro Giuliani.

Nato a Lucca nel 1967 dove vive e lavora è un fotografo in bianco e nero che lavora con tecnica tradizionale. Ha al suo attivo importanti mostre e partecipazioni a premi all’estero. In particolare si ricorda quella di Firenze con gli studi su Michelangelo, oltre alle mostre a Milano e La Spezia. In Francia ad Arles si è distinto in una rassegna internazionale sul nudo femminile. Opera in camera oscura creando anche autentici prototipi. Con le sue iniziative ha contribuito alla riqualificazione culturale del Mercato del Carmine a Lucca.

Per la copertina del Garfagnana in Giallo 2015 ha ricreato in studio un interessante contrasto tra una mano che impugna un coltello a serramanico, pronto a colpire, e un ombra che contrasta su un panno rosso sangue.

La giuria si riunirà nei prossimi giorni per dare corpo all’antologia dopo la lettura dei tanti racconti iscritti.

Il premio del Garfagnana in Giallo dedicato al Signor Gallet, defunto, tra Georges Simenon, il commissario Maigret e un casco coloniale francese

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E’ dedicato al signor Gallet, defunto, il premio che verrà assegnato al vincitore della sezione libri editi del Garfagnana in Giallo 2015. Si tratta di un omaggio a Georges Simenon e al suo terzo romanzo su Maigret (ma il primo ad essere pubblicato). La storia venne scritta nel 1930 e racconta del ritrovamento del corpo, defunto, di Émile Gallet, domiciliato a Saint-Fargeau. Maigret si occupa dell’indagine che lo porta a scoprire la doppia vita del defunto: rappresentante di commercio agli occhi della moglie, Aurore Préjean, in realtà vive da anni di espedienti, con il nome di Clément, estorcendo piccole somme a nostalgici monarchici di Sancerre, tra cui il castellano Tiburce de Saint-Hilaire. Maigret sospetta di lui e del figlio della vittima, Henry. Gallet era però ricattato da qualcuno che era a conoscenza della sua duplice identità, e per questo aveva stipulato un’assicurazione sulla vita a favore della moglie.
La storia si dipana fino alla soluzione: Saint-Hilaire, anni prima in Indocina, aveva scambiato la propria identità con quella di Gallet stesso, appropriandosi della sua eredità.
L’Indocina – la regione oggi divisa tra Vietnam, Laos e Cambogia – era colonia francese, dove molti europei indossavano caschi coloniali di colore bianco. Il Garfagnana in Giallo ne ha recuperato uno originale e lo riproporrà, composto su una targa di legno, come premio al miglior autore di un libro giallo, noir e poliziesco nell’edizione 2015. Dopo il chiavistello dell’edizione 2014 – finito tra mani, penne e storie di Antonio Fusco e Maurizio Polimeni – si prosegue dunque tra le nebbie della Garfagnana a cercare di creare sempre nuove storie e nuovi legami con il passato letterario.

Tra pochi giorni saranno resi noti al pubblico anche i premi che riceveranno il migliori autore dei racconti dell’edizione 2015 che vedrà la premiazione sabato 28 novembre presso la fortezza Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana. Quest’anno si corre tra superstizioni e antiche vie, con un omaggio al Cammino del Volto Santo che portava i pellegrini da tutta Europa a Lucca nella cattedrale di San Martino.

Info e note www.garfagnanaingiallo.it

A sangue freddo: il Garfagnana in Giallo a lezione da Truman Capote

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Truman Capote lesse su un giornale dell’assassinio di Herbert Clutter, un agricoltore benestante del Kansas, della moglie e di due dei suoi quattro figli, e decise di andare a vedere. Nascque così in presa diretta un romanzo “A sangue freddo” che forse non è un giallo, non è un noir, non è un poliziesco; ma un insieme di tutto questo che per molti divenne un genere nuovo: il non-fiction novel. Ovvero il romanzo verità o romanzo reportage che ha tutto del giallo, del noir e del poliziesco.
Entriamo nella narrazione attraverso l’incipit:

Il villaggio di Holcomb si trova sulle alte pianure di grano del Kansas occidentale, una zona desolata che nel resto dello stato viene definita «laggiù.» Un centinaio di chilometri a est del confine del Colorado, il paesaggio, con i suoi duri cieli azzurri e l’aria limpida e secca, ha un’atmosfera più da Far West che da Middle West. L’accento locale ha pungenti risonanze di praterìa, una nasalità da bovari, e gli uomini, molti di loro, portano stretti pantaloni da cowboy, cappello a larghe tese e stivali con tacchi alti e punte aguzze. Il terreno è piatto e gli orizzonti paurosamente estesi; cavalli, mandrie di bestiame, un gruppo di silos bianchi che si elevano aggraziati come templi greci, sono visibili parecchio prima che il viaggiatore li raggiunga. Anche Holcomb può essere scorto da grandi distanze. Non che ci sia molto da vedere; solo un confuso agglomerato di costruzioni diviso al centro dai binari della Ferrovia Santa Fé, un borgo qualsiasi delimitato a sud da un tratto del fiume Arkansas (pronunciato Ar-kansas),’ a nord da un’autostrada, la Route 50, a est e a ovest da praterie e campi di grano. Dopo una pioggia, o quando le nevi si sciolgono, le strade prive di nome, di ombra, di pavimentazione, passano dal polverone al fango. A un capo della cittadina si trova una vecchia costruzione spoglia, in calce, il cui tetto sorregge un’insegna elettrica: DANZE. ma il ballo è cessato da tempo e l’insegna è spenta da parecchi anni. Lì vicino c’è un’altra costruzione con un’inutile dicitura, in oro un po’ sfaldato su una vetrina sporca: Banca di Holcomb. Ma la banca è fallita. nel 1933 e i suoi ex uffici contabili sono stati trasformati in appartamenti. E’ uno dei due «condomini» della cittadina; il secondo è un palazzotto cadente conosciuto come il Professorato poiché vi abita buona parte del corpo insegnante della scuola locale. Ma la maggior parte delle case di Holcomb sono costruzioni di legno a un solo piano con una veranda sul davanti. Giù vicino alla stazione, la ricevitrice della posta, una donna scarna che porta una giacca di pelle, blue jeans e stivali da cowboy, presiede a uno sgangherato ufficio postale.

Capote impiegò sei anni a scrivere il capolavoro che ancora oggi rappresenta un atlante per chi cerca di costruire storie criminali. Ne parleremo al Garfagnana in Giallo cercando di scoprire le tele utilizzate dallo scrittore americano e indagare a sangue freddo sugli stili di scrittura.

https://garfagnanaingiallo.wordpress.com/garfagnana-in-giallo-2015-il-concorso-per-scrittori-di-gialli-noir-e-polizieschi/

Racconti gialli e noir: dopo il delitto il regolamento del Garfagnana in giallo cambia (giallisti prendete nota)

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Non potevamo rimanere insensibili dopo il delitto, e dunque seguendo le molte richieste ricevute facciamo una piccola modifica al regolamento del bando del Garfagnana in Giallo.
I racconti – sia quelli gialli e noir ambientati in Italia o nel mondo, sia per quelli con base in Garfagnana – possono avere una lunghezza fino a 10 pagine A4. Ovviamente non quelle fitte fitte scritte corpo 8 con bordi di 5 millimetri, facendo diventare un racconto di 50 pagine A5 in 10 pagine A4.

Insomma il delitto è fatto.
Keep calm e WRITE ON.